UNA ZONA CRUCIALE, ALLA BASE DI MOLTE DISABILITA’ NASCOSTE.

Le patologie del pavimento pelvico sono una disabilità nascosta, se ne parla ancora troppo poco, ma sono molto frequenti in tutte le fasce d’età.

Per molte donne è ancora difficile decodificare i sintomi e capire a chi rivolgersi per risolvere il problema. Si finisce per soffrire in silenzio, vergognandosi di ciò che sta accadendo e adeguando la propria quotidianità alla disfunzione presente. Queste patologie hanno ripercussioni importanti sulla qualità di vita dei pazienti e hanno un importante impatto economico sulla spesa del servizio sanitario nazionale.

Iniziamo cercando di capire che cosa è il pavimento pelvico: è quell’insieme di muscoli, tendini e legamenti che chiude la parte inferiore del bacino, localizzato nella parte inferiore della cavità pelvica tra il pube ed il coccige. Ha un ruolo di supporto attivo attraverso la componente muscolare e un ruolo di sostegno passivo mediante la componente legamentosa ed ossea. La sua funzione è quella di sostenere gli organi pelvici (utero, vescica e retto), ma ha anche un ruolo fondamentale nella minzione, nella defecazione e nel benessere sessuale.

È importante sottolineare come il pavimento pelvico abbia una connessione fondamentale con le zone circostanti nei diversi movimenti corporei ed in particolare con il muscolo trasverso dell’addome ed il muscolo diaframma.

Questi muscoli nel corso della vita, possono subire molte modificazioni. I principali fattori di rischio per le patologie perineali sono la gravidanza ed il parto, la menopausa, la stipsi, malattie respiratorie croniche, l’obesità, ma anche alcuni sport che creano un sovraccarico delle pressioni intra-addominali. Ricordiamoci che un buon funzionamento di questa zona determina una buona qualità di vita. Non dobbiamo pensare che le donne giovani siano esenti da queste problematiche.

Si stima che in Europa oltre 36 milioni di persone soffrono di una forma di incontinenza e il 60% sono donne. In Italia il fenomeno riguarda più di 5 milioni di persone e questa probabilmente è una sottostima perché troppo spesso non se ne parla nemmeno al proprio medico.

I sintomi possono essere molteplici: incontinenza con perdite involontarie di urina e/o urgenza minzionale, senso di peso sovrapubico, stipsi, cistiti e candidosi ricorrenti, ma anche dolore durante i rapporti sessuali e la presenza di ragadi e/o emorroidi. È importante non sottovalutarli e pensare che siano normali. Se avete uno di questi sintomi deve essere per voi un campanello d’allarme e in questo caso dovreste rivolgervi ad uno specialista che si occupi di riabilitazione del pavimento pelvico per una valutazione.

La riabilitazione del pavimento pelvico è un insieme di tecniche conservative, manuali e strumentali, che mirano alla correzione delle disfunzioni a carico di questa zona. La riabilitazione può agire in maniera preventiva (come ad esempio nel post-partum, o prima di una chirurgia pelvica) o come trattamento (per esempio nelle incontinenze, nei prolassi o per problematiche sessuali).

Il protocollo riabilitativo parte sempre da una valutazione funzionale iniziale che prenda in considerazione la zona pelvi-perineale ma anche la zona addominale, il tipo di respirazione e postura. Da questa valutazione verrà poi impostato un percorso riabilitativo personalizzato, articolato in diverse fasi: apprendimento e presa di coscienza di questa zona, eliminazione delle dissinergie, recupero di un tono muscolare adeguato ed infine automatizzazione di quanto appreso. La rieducazione non può essere solo una semplice contrazione-rilassamento ma deve tener conto di importanti fattori come l’assetto posturale o respiratorio o la gestione dell’aumento delle pressioni intra-addominali. Anche il numero di sedute necessarie è variabile, correlato all’entità della disfunzione ma anche all’impegno del paziente nell’eseguire ,a casa, gli esercizi consigliati durante il trattamento.

Ogni approccio riabilitativo deve tener conto del ruolo importante che questa zona ha: si collega infatti con il ciclo mestruale, al parto e alla sessualità e per questo ha un riferimento emotivo di un certo spessore. È fondamentale accompagnare il/la paziente verso la consapevolezza dell’importanza di prendersi cura del proprio pavimento pelvico.

Dr.ssa Sara Puliti

Fisioterapista

Pisa – Ladispoli (RM)